Fausta Pennacchia, "Volevo fare la ballerina di danza classica"
Il giorno 23 Ottobre 2015 alle ore 17.00 presso l'Istituto Bianchini di Terracina verrà presentato il libro dell'insegnante

Fausta Pennachia è nata a Termoli sull'Adriatico il 19 Agosto 1948. Ha effettuato il suo percorso di crescita in Frosinone. Si è laureata in Lettere Moderne presso l'Unversità La Sapienza di Roma. Ha insegnato nella Scuola Media per trentasei anni iniziando in Sardegna il suo servizio che si è concluso presso la "Don Lorenzo Milani" di Terracina dove vive. Nel 2007 è risultata tra i primi dodici vincitori del Concorso Nazionale Lettera a una Professoressa quaranta anni dopo. Ha esordito nell'ambito ufficiale dell'editoria nel 2011 con La bambina della foto sull'aiuola, selezionato da una commissione FIDAPA del Distretto di Torino e presentato al Salone Internazionale del libro di Torino in occasione dei centocinquant'anni di Storia Unitaria.
Pubblica oggi il nuovo lavoro intitolato Volevo fare la ballerina di danza classica, una sorta di seconda puntata in cui, nello svolgimento del tempo e dei ruoli che Fausta contemporaneamente interpreta, il perno della narrazione diventa la Scuola.
Un libro per la Scuola... Dove per significa: causa, scopo, passaggio, attraversamento... Dove Scuola riprende le sue profonde radici greche nel significato di gioco, che è un sostantivo molto molto serio e le espande, frugifere, nel senso di palestra di Vita. L'Autrice raccoglie in questo libro una quantità e qualità di esperienze vissute in varie realtà scolastiche: Sardegna, Veneto, Agro Pontino e, grazie ad una sua peculiare sensibilità, ne analizza acutamente le caratteristiche culturali, sociologiche, antropologiche, politiche... unificandole, e universalizzandole tutte, nel vero Protagonista: l'Alunno, cui si deve il massimo rispetto e per il quale si fa scuola...
Un libro che si legge ben sì con attenzione per la sostanza dell'argomento ma anche con piacere totale grazie ad un altissimo livello di stile, innato nell'Autrice, pur se affinato 'retoricamente', e sempre 'in punta di penna' dalla nobiltà della Sua Professione. Un libro che insegna molto (e come!), un libro che, negli attuali marosi pericolosi in cui la Scuola rischia di naufragare, deve appartenere, di diritto e di dovere (del piacere s'è detto) alle biblioteche e, soprattutto alle cattedre e poi ai banchi delle nostre scuole, dove si va per imparare, appunto, dove l'Autrice, con sacrificio (alla lettera!) e con piacere/dovere ha imparato ad imparare e ha imparato ad insegnare, sempre per i 'suoi' amatissimi Alunni.

























































































