All'Ic. "MILANI" arriva la "Scuola senza zaino"
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La società è in rapidissimo cambiamento e la scuola deve adeguarsi a ciò per soddisfare i bisogni formativi degli uomini di domani.
Consapevole di ciò la Preside dell’Istituto Comprensivo Milani di Terracina Giuseppina Di Cretico, con instancabile entusiasmo e ampia apertura di vedute, sta promuovendo significativi cambiamenti nella sua scuola. Tra le tante innovazioni merita certo una particolare attenzione l’avvio per il prossimo anno scolastico della “Scuola senza zaino”, che interesserà alcune classi prime della Scuola Primaria.
“Senza Zaino”, progetto ideato dall’Irre Toscana e diffusosi in tutta Italia, rappresenta una importante innovazione pedagogica che prevede la trasformazione dello spazio didattico, un ripensamento del curricolo in chiave globale e un rinnovamento organizzativo e didattico per fare della scuola una “comunità di ricerca”.
L’intervento pedagogico di “Senza Zaino” si basa sul metodo dell’Approccio Globale al Curriculum (Global Curriculum Approach) e sull’autonomia dell’alunno che genera competenze, sul “problem solving” che alimenta la costruzione del sapere, sull’attenzione ai sensi e al corpo che sviluppa la persona intera e agli spazi che genera autonomia e sulla co-progettazione che rende responsabili docenti e alunni. Gli alunni di questa scuola “imparano ad imparare”, cioè a costruire da soli il loro sapere.
Le parole chiave sono quindi tre: responsabilità, comunità e ospitalità.
Gli studenti si assumono la responsabilità del proprio apprendimento. Utopico? Riferendoci al costruttivismo di Piaget, secondo il quale il sapere non si trasmette passivamente ma è frutto dell’azione responsabile del soggetto, l’affermazione vede una sua verifica pratica nel progetto.
La classe di “Senza Zaino” è un “ufficio” nel quale ognuno sa quello che deve fare, perché viene concordato nell’incontro di inizio mattina, sulla base di un portfolio personale che detta gli obiettivi da raggiungere.
Comunità perché l’apprendimento avviene nella relazione. Così al lavoro individuale si aggiunge quello di gruppo, insieme ai fondamentali momenti dell’“agorà”, discussione collettiva con alunni e insegnanti, e dell’“assemblea”, occasione durante la quale si prendono decisioni importanti che vede la partecipazione di tutti gli alunni o dei loro rappresentanti democraticamente eletti, con opinioni e voti.
L’insegnante “Senza Zaino” è formato in maniera specifica a creare autonomia e per raggiungere tale scopo non propone lezioni frontali dalla cattedra basate sulle parole, ma guida, promuove e coordina il lavoro degli alunni.
L’ospitalità, infine, è chiara con l’organizzazione dell’aula. C’è cartellonistica e segnali, non c’è la cattedra, ma gli spazi sono divisi, il modello è un ufficio “open space” che favorisce un contemporaneo lavoro di diversi gruppi, anche di tipo molto diverso (laboratoriale, multimediale, …).
La preside Di Cretico crede molto in questo progetto ed ha avviato la formazione degli insegnanti con visite alle scuole della Toscana, dove questo metodo di insegnamento si attua già da un decennio, e con una formazione iniziale e in itinere che sarà condotta da formatori nazionali.
Per chi volesse saperne di più lunedì 18 gennaio, alle ore 15.30, nei locali della Scuola Primaria Giovanni Paolo II di Terracina, interverrà la Dirigente Scolastica Annalisa Misuri, membro del gruppo promotore nazionale della “Scuola senza zaino”, per illustrare ai genitori degli alunni delle future classi prime della Scuola Primaria le caratteristiche, le peculiarità e i punti di forza di questo metodo d’insegnamento.









































